Il nome celtico e puro di Drynemetum, “il boschetto di quercia sacro“.
I conquistatori celtici che stabilirono in Asia nel terzo secolo di fronte alla nostra era sembrano avere portato l’adorazione della quercia con loro alla loro casa nuova; nel cuore dell’Asia Minor il senato di Galatian si incontrò in un luogo che annoiò il nome celtico e puro di Drynemetum, “il boschetto di quercia sacro” o “il tempio della quercia.”
Con l’influenza degli Etruschi e dei Greci, che avevano fondato Marsiglia ed influenzavano il commercio di quelle regioni, costruirono case di pietra con piccoli vani. Amavano vivere all’aperto, sotto le querce, ritenute sacre, secondo la cultura del drynemeton (luogo delle querce), ove si tenevano riti sacri e processi.
La religione celtica ha molte affinità con le religioni delle culture indoeuropee, in particolare con quella scita. Essa si basa su concetti molto semplici: la reincarnazione della vita, la rigenerazione, la resurrezione, l’amore per la natura, la sacralità di alcune piante (la quercia in Gallia e Galizia, il tasso in Britannia, il torbo in Irlanda). Gli alberi erano il tramite con il firmamento e separavano l’uomo dagli dei celesti. Attorno ad ogni villaggio c’erano dei boschi sacri (drynemeton) dove si eseguivano riti e dove veniva giudicata la gente dai druidi.
Popolazioni perlopiù nomadi o agricoltori, costruivano i loro villaggi nei pressi di un bosco, affinché potessero essere protetti. Tale bosco veniva chiamato Drynemeton e vi si svolgevano i rituali organizzati dai Druidi.

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